Dolce metà di Luca Cusani, l’unica che riesce a sopportarlo e supportarlo nei suoi recuperi di retrocomputer e i numerosi video che Luca pubblica.
Dolce metà di Luca Cusani, l’unica che riesce a sopportarlo e supportarlo nei suoi recuperi di retrocomputer e i numerosi video che Luca pubblica.
Nuovo Socio
Nuova socia
Anna, da sempre sostenitrice di suo marito in tutti i suoi progetti e dell’associazione, con il suo entusiasmo e disponibilità è sempre pronta a dare una mano. Con la sua capacità di coinvolgere i visitatori alle mostre, contribuisce a far conoscere la nostra realtà associativa. E’ una appassionata del gioco del Tetris, con il quale si cimenta in simpatiche e infinite sfide insieme agli altri soci, creando momenti di allegria e complicità. Non manca mai l’occasione per condividere un momento conviviale: che sia una pausa durante le mostre o un semplice boccone in compagnia, trova sempre il modo di rafforzare i legami all’interno del gruppo, rendendo ogni incontro ancora più piacevole. La sua presenza, unita a quella delle altre socie, è senza dubbio un valore aggiunto per tutti noi, e siamo certi che il loro contributo sarà sempre più prezioso per la nostra comunità .
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Nuovo Socio
Fin dalle elementari (un secolo fa, no dai, un po meno di mezzo) il disegno e l’animazione erano la mia passione, il mio modo per esplorare il mondo con la fantasia. Ho avuto la fortuna di crescere in quell’epoca straordinaria, in cui i primi home computer facevano capolino nelle case, promettendo mondi nuovi a chi aveva voglia di sperimentare. Il tempo passato a disegnare con il mitico Koala pad sul Commodore 64 a creare le schermate introduttive per le videocassette di mio padre e lo stupore la prima volta che ho visto la grafica 3d al cinema: Tron, The last Starfighter… e a giocare con il mio Atari 2600
Ma non solo: nel mio caso, si è trattato di poter mettere le mani su quasi tutti gli home computer targati Commodore: VIC-20, C64, C16 Plus4, 128.. passando poi per quella macchina delle meraviglie che era l’Amiga (500 ovviamente il 1000 era troppo costoso!). E con l’Amiga è arrivata (finalmente!) anche le prime sperimentazioni 3D: Aegis Modelere Sculpt4d… le forme erano primitive, certo, ma abbastanza per farmi divertire ed imparare Ma poi per fortuna c’era anche Lightwave!. Poi, negli anni ’90, la passione è diventata realtà: sono approdato al mondo professionale, lavorando sui Macintosh e la fortuna di poter vedere macchine anche più “esotiche” come le stazioni Quantel Paintbox. Era un’epoca in cui ogni nuovo software, ogni nuova scheda acceleratrice, sembrava spalancare un portale verso il futuro.
Ma in cima a tutto questo, c’erano loro: l’olimpo della CGI: le stazioni grafiche della Silicon Graphics. Vere e proprie astronavi, bellissime e fuori portata, che osservavo con ammirazione e invidia nelle fiere di settore o tra le pagine delle riviste specializzate.
Alla metà del primo decennio del 2000, ho iniziato a collezionarle, mantenerle, tenerle vive insomma, insieme ovviamente alle vecchie glorie 80/90 della Apple, Commodore e anche qualche console. Perché quelle macchine non sono solo hardware: sono icone di un’epoca fatta di creatività, ingegno e una sana dose di meraviglia tecnologica.
Non ricordo come arrivò in casa, ma, intorno ai sei anni, mi ritrovai ad armeggiare con questa console nera, le sue “cassette”, come le chiamavo, e quel joystick dal design minimalista eppure affascinante. Era un Atari 2600 o, l’Atari, come lo chiamavo io. Da quel momento sono passato attraverso l’era degli 8 bit e quella dei 16 bit, con tutto ciò che fece da contorno a quegli anni magici: riviste, raccolte in edicola, amici con cui scambiarsi i giochi, un vortice magnetico che può comprendere appieno solo chi ci ha navigato dentro. A distanza di trent’anni mi sono ritrovato per le mani il mio fedele Commodore 64 e il mitico Megadrive, in una soffitta vuota che stava per diventare un deposito. Ma, per chi è cresciuto inseguendo il tesoro di Willy l’Orbo, una soffitta non è solo un polveroso deposito, perciò la mia è diventata una retro sala giochi, dove ho radunato le mie macchine da gioco superstiti, insieme alle console e computer che desideravo tanto e che mai ero riuscito ad ottenere (quanto era figo l’Amiga 500?!). Il lavoro è solo all’inizio, i collegamenti sono quasi pronti, alla fine con un click potrò accedere al mio gioco preferito su ogni piattaforma, ma sono anche pronto a sfidare con Ryu chiunque voglia mettermi alla prova, perché non esistono i videogame senza la sala giochi, dunque fatevi sotto!